La testa tra le nuvole

Queste parole sono tratte da DCM di aprile, mi hanno davvero colpita, e mi ci sono riconosciuta appieno ..... le trascrivo qui per voi, fotografi con la testa tra le nuvole .........

 

C'è un modo per individuare tra la folla chi ama la fotografia, senza scommettere sul turista di turno con l'ultimo modello di reflex in mano e la borsa piena di obiettivi. I veri appassionati - e sono sempre di più, per fortuna - si possono riconoscere ... da come camminano. Proprio così. Basta osservarli mentre passeggiano per la strada. Non è un compito facile, certo, ma agli occhi più attenti non sfuggiranno i chiari segnali che questi lanciano anche quando non hanno al collo la macchina fotografica.

D'altra parte, se leggete Digital Camera, probabilmente siete vittima della stessa "malattia" e ne conoscete i sintomi: sguardo perso nel vuoto o, viceversa, improvvise e prolungate soste davanti a quello che per tutti è il più insignificante dei dettagli. In realtà, sebbene un osservatore neutrale sia autorizzato a pensarlo, l'appassionato non ha la testa tra le nuvole. Semplicemente, sta guardando il mondo filtrandolo attraverso la sua sensibilità di fotografo. Di fronte a una crepa nel muro che crea inaspettate texture, alle ombre lunghe dei passanti nel riverbero del tardo pomeriggio, ai fili del tram che si intrecciano in formidabili geometrie o ai riflessi della città nelle pozzanghere dopo un acquazzone, è sempre pronto ad immaginare l'inquadratura perfetta per la foto che ... potrebbe essere, anche se non diventerà mai un file digitale o una stampa (quante volte si è pentito di aver lasciato a casa la reflex!). Studia la scena registrando i più piccoli particolari, muove lo sguardo dove nessuno guarda, non smette di stupirsi osservando come la luce "dipinga" la scena, trasfigurandola nell'arco di poche ore. Insomma, l'appassionato - a volte senza neppure accorgersene - ha il dono di guardare alla vita da un punto di vista privilegiato. Forse aveva ragione Cartier-Bresson, per il quale "fotografare è trattenere il respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace [...] E' porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. E' un modo di vivere".

(Fonte : DCM, aprile 2011, Andrea Notari)

 

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